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Blatta, come tutti gli altri esseri umani, vive da secoli in una stanza
di 10 metri quadri. La clonazione ha permesso l’immortalità e lui è
alla quinta reincarnazione. Ogni uomo trapianta il proprio cervello da
un corpo ad un altro, conservando la sua memoria e le sue
caratteristiche caratteriali.
Questo ha fatto si che l’efficienza produttiva e lavorativa salisse
alle stelle, creando personale altamente specializzato. La produttività
lavorativa è diventata l’unico parametro vitale dell’esistenza
dell’uomo, e tutto il resto è posto come una condizione non più
necessaria. Ogni essere umano è impossibilitato a relazionarsi con gli
altri. Ogni uomo vive rinchiuso nella propria tuta da palombaro, per
evitare ogni contatto anche con il proprio corpo, e la nascita di
pulsioni che potrebbero portarlo alla ribellione. Le emozioni sono
proibite, i contatti con l’esterno anche.
Queste le premesse del “claustrofobico” racconto di 160 pagine
realizzato da Alberto Ponticelli che per la prima volta firma soggetto
sceneggiatura e disegni.
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